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" Le culture dell'agro vesuviano dal mondo antico per la biodiveristà e la valorizzazione del territorio" Così nasce la collaborazione con Slow Food, la Soprintendenza Archeologica di Pompei, Il Principe Restaurant in Pompei,il 27 maggio del 2005, in una splendida cena alla riscoperta di colture dell'agro vesuviano risalenti dagli antichi Pompeiani, ricercando il vero "gusto" e la biodiversità dei prodotti della terra. Allenando il palato a riconoscere le differenze rendendo l'amore per il cibo un'esperienza universale e permette a consumatori "educati" di indirizzare verso la qualità - gastronomica, ambientale e sociale- le scelte produttive.
"DE GUSTIBUS DALL'ORTO ALLA TAVOLA" Cos'è De Gustibus, sono anni e anni di ricerca, sperimentazioni di colture, produzioni e ricette di un popolo che rimarrà nell'eternità: I Romani. Le indagini condotte in questi anni con l'ausilio di ricercatori italiani e stranieri, che hanno coadiuvato le attività di questo progetto, sono state portate al grande pubblico con mostre e manifestazioni, approfondimento volto non solo alle specie coltivate negli orti pompeiani, ma anche alla loro conservazione e trasformazione. Riportando dati inaspettati, come, l'utilizzo di piante che noi definiremo "selvatiche" come: la vitalba, il pungitopo, il ramolaccio, la portulaca, per citarne solo alcune. Un altro riscontro interessante è il metodo di lievitazione. Sia Plinio che Columella citano il lievito: Plinio in particolare (Naturalis Historia XVIII,101) ne descrive la preparazione e la conservazione dei panetti. Nelle ricette suggerite da Catone e riscoperte da Il Principe Restaurant in Pompeii, la sofficità tipica della lievitazione sembra ottenuta mediante un grande uso della ricotta, che veniva impastata con la farina, gli impasti così si gonfiavano, probabilmente ad opera dei processi di fermentazione che si innescano nella ricaotta a contatto con il calore. Altro dato rilevante è la descrizione di Columella (de re rustica, XII,7) che ci descrive con molta accuratezza la preparazione delle verdure da conservare in aceto, senza alcun intervento di lavaggio delle verdure, così dopo ricerche di laboratorio, il campione è risultato totalmente privo di batteri. Costruendo insieme in Pompei un presìdio a tutela del diritto del piacere del gusto facendo attenzione all'ambiente e al meraviglioso contesto. Promuovendo la qualità di vini e cibi ormai scomparsi dalle tavole e dalle abitudini dei nostri giorni, portando le lancette indietro, in un tempo in cui il rispetto per i sapori era fondamentale per il nutrimento del corpo e dell'animo. Per questo Il Principe e Slow Food si sono impegnati in una battaglia per un'agricoltura e cibi di qualità. Una battaglia per riaffermare il diritto dei cosumatori di sapere, conoscere e soprattutto scegliere: fra produzioni omologate e prodotti artigianali e unici. Per difendere la biodiversità alimentare e le tradizioni gastronomiche di tutto il mondo; per promuovere un'agricoltura sostenibile, rispettosa ell'ambiente, dell'identità culturale dei popoli e del benessere animale; per rivendicare la sovranità alimentare, ovvero il diritto delle singole comunità di decidere cosa coltivare e cosa mangiare, nasce così: La Fondazione Slow Food per la Biodiversità-Onlus. www.slowfood.it Anna Maria Ciarallo, responsabile Laboratorio Ricerche Applicate |